L’alba della Nuit

di Kubo
Une-Nuit-Debout-place-de-la-Republique

Parigi. Sono le 11:00 del mattino del 24 marzo duemilasedici.

La fermata del métro di Place d’Italie è stracolma di manifestanti che rasentano i muri per la calca. Tutt’intorno, migliaia di persone raggiungono la piazza e il rassemblement della manifestazione. L’appuntamento è lanciato per dare vita ad uno dei primi momenti di mobilitazione allargata contro la loi travail. O almeno così nelle intenzioni dell’assemblea interluttes di qualche giorno fa. Dove ufficialmente, è stato lo sgombero violento dell’Università del 17 marzo, a Tolbiac, a sottolineare la necessità di lanciare la manif per oggi. Continue Reading

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Il virtuale è assai reale! – Su “La Stanza Profonda” di Vanni Santoni

di Daniele Gambit

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L’evoluzione va dal virtuale all’attuale.
– Gilles Deleuze, Il bergsonismo

Confinata per secoli nei gerghi della filosofia e della scienza, “virtuale” sta entrando, più o meno trionfalmente, nel linguaggio comune. È vero, il suo uso prevalente è ancora sinonimo di “irreale”, “finto”, “non autentico”: ma la sua diffusione segna comunque una riscossa della “potenza” sull’ “atto”. – Antonio Caronia, Il Corpo Virtuale, 1996

Nella sua prima settimana di vita La Stanza Profonda di Vanni Santoni si è fatta già parecchio sentire: il tour di presentazioni è già abbastanza denso (il 21 maggio, grazie ad una stregoneria di ubiquità da tre mana neri, Vanni sarà nello stesso giorno in due città diverse!), il romanzo si rivela il primo della casa editrice – Laterza – a concorrere per il Premio Strega, e nuove recensioni spuntano sul web (e non solo) praticamente ogni giorno. Vogliamo davvero farne un’altra? Ma sì, facciamola…
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Pipi ritto ‘un vòr consigli (favola del degrado e di san valentino)

di Ape

degrado

Tictictictictic..ore 7.48
“Senti, ‘un c’ho punta voglia oggi d’entrá.”
“E ‘un entrá, dèh.”
“Buchi con me?”
“Mmmmhh..nnnnnìssssònnnosì.Si potrebbe anco fà. E dove si va?”
“Intanto si va alla Tazza a fá colazione che manca già dieci all’otto e bisogna svignarsela, poi ci si penserà. Scitto n’hai?”
“No.”
“Cicchini?”
“Quattro diana. Blu, ovviamente.”
“Ce le faremo bastare. Vai a prendere ir motore, che io passo dal cortile, e poi mi vieni a prènde dinanzi alla sala giochi.”
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