Pipi ritto ‘un vòr consigli (favola del degrado e di san valentino)

di Ape

degrado

Tictictictictic..ore 7.48
“Senti, ‘un c’ho punta voglia oggi d’entrá.”
“E ‘un entrá, dèh.”
“Buchi con me?”
“Mmmmhh..nnnnnìssssònnnosì.Si potrebbe anco fà. E dove si va?”
“Intanto si va alla Tazza a fá colazione che manca già dieci all’otto e bisogna svignarsela, poi ci si penserà. Scitto n’hai?”
“No.”
“Cicchini?”
“Quattro diana. Blu, ovviamente.”
“Ce le faremo bastare. Vai a prendere ir motore, che io passo dal cortile, e poi mi vieni a prènde dinanzi alla sala giochi.”
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Amici miei – Una riflessione di Salvatore Iaconesi a seguito dei fatti di #Bologna

di Salvatore Iaconesi

amicimiei_stazione

Quando vado negli Stati Uniti, ai vari MIT, Harvard, Stanford & C., mi vanto sempre delle Università italiane.
Perché le Università italiane sono ancora degli spazi pubblici.
Tutti possono entrare.
Posso andare a seguirmi un corso come mi pare (magari non fare l’esame, ma posso seguire, parlare col prof e con gli studenti, scrivere, discutere).
Posso entrare, sedermi nel giardino, parlare con le persone, studiare in biblioteca, partecipare agli eventi.
Entrare, uscire.
Non ci sono tornelli, barriere, ostacoli.
È un luogo pubblico.
Negli Stati Uniti (e in tanti altri posti, purtroppo) non è così. Le Università sono delle fortezze.
Bisogna avere il badge per entrare e per uscire. Non ci sono lezioni che puoi frequentare. Non ci sono spazi che puoi usare, per conoscere, discutere, partecipare.
Devi pagare.
O, anche nelle Università pubbliche, devi essere “dentro”. Non c’è permeabilità. Sono spazi chiusi.
Poter “andare”, “accedere”, “entrare”, “percorrere” è forse una delle più grandi libertà che abbiamo.
Quando vedo un tornello, un badge per entrare da qualche parte, mi sento meno libero.
Questo mi è successo tante volte negli ultimi anni.
Per esempio alla Stazione Termini, a Roma.
La Stazione Termini è BELLISSIMA. O, almeno, lo era.
Quegli spazi enormi, la grande attraversabilità, il vedere da un capo all’altro tutta la vita della stazione del treno, con le persone che vanno vengono, si chiamano, sbuffano, si urtano, come una polifonia impazzita di corpi e suoni.
Da qualche anno questa cosa bellissima non è più così.
Il progressivo processo di privatizzazione si è manifestato con una progressiva chiusura di quegli spazi che prima erano meravigliosamente aperti, liberi, capaci di ospitare mille storie contemporaneamente, dalle più tristi alle più felici, alle più illecite, alle più innocenti.
I servizi.
Sono iniziati i servizi.
Prima la libreria.
Poi il cambio della biglietteria e l’invasione delle macchinette.
Poi cubi bruttissimi, a ospitare negozi temporanei e non, in mezzo allo spazio che una volta sembrava infinito e desideroso di farsi percorrere, e poi è diventato un accrocco impacciato, occluso.
Poi è stato l’incubo dei rom: gli Zingari
Per “proteggere” dagli zingari, sono stati eretti prima posti di blocco, poi intere, orribili transenne, poi ancor più orribili pareti di plastica.
Per accedere al binario bisogna esibire il biglietto, sennò non si entra.
Addio addii romantici sul binario.
Addio schiaffi dal finestrino come in Amici Miei.
Addio Fellini.
Addio Monicelli.
Addio De Sica.
Ora quel posto meraviglioso è diventato una sequenza di servizi:
se ho i soldi posso comprare delle cose
ma non posso più guardare, salutare, attraversare, restare… quanti verbi persi
Questo mi dispiace molto
come mi dispiace molto dei fatti della biblioteca all’Università di Bologna.
Soprattutto per i tornelli. Per limitare gli accessi.
In virtù dei “servizi” e della “sicurezza” stiamo perdendo progressivamente le libertà, l’avventura, lo spirito
è un peccato. Continue Reading

« Come se i fascisti potessero uscire dai libri di Storia…»

hitler

« Fascismo?! Ancora a parlare di fascisti e nazisti, ma siamo nel 2016! Cosa credete, che le camicie nere possano uscire magicamente dai libri di Storia e tornare per strada? Come, non so, se Hitler si risvegliasse dalla tomba e ricominciasse a dare la caccia agli ebrei, agli omosessuali, agli emarginati?
Sisi, lo so che sono cose davvero accadute, però dai ammettilo, è troppo improbabile che succeda di nuovo una cosa del genere, insomma dai, *quel tempo* è passato, è come la Seconda Era, quella del Signore degli Anelli, capisci? Hitler è come una specie di Sauron, qualcosa al di fuori dalla Storia, come Voldemort per dire, o l’imperatore Palpatine. Sono cose andate, l’anello è stato distrutto, siamo nella Terza Era!
E poi dai, onestamente, credi davvero che possa mai tornare al potere uno così, adesso che in tutti i paesi democratici possiamo liberamente votare chi ci governa? »