Casualità di Stato

di Endorfinae

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Se vado a memoria ricordo la storia di quel ragazzo, Carlo, a cui spararono in volto ma pare che quel colpo era stato sparato in aria e poi deviato da una pietra, una pietra, una cazzo di dannata e fottutissima pietra, che si sa che le pietre volano sempre nelle piazze e deviano i proiettili e pure in quel caso tutti che parlavano e parlavano e quelle chiacchiere restavano chiacchiere perchè davanti alla giustizia si può solo sperare e chi vive di speranza muore disperato, che la giustizia è la più grande illusione dello stato borghese da che mondo è mondo, che se sei ricco e hai commesso il crimine più odioso di tutti stai sicuro che ti salvi ma se sei un povero cristo è meglio che ti fai il segno della croce che il tuo destino è segnato come segnato era il destino di quell’altro ragazzo, Federico, che tornava a casa una sera, magari un po’ ubriaco, magari aveva fumato un po’, ma che cazzo dico io, saranno stati pure fatti suoi se non stava facendo male a nessuno, incece no, ha incrociato per strada degli uomini in divisa ed è andata a finire che è morto, anche lui, se l’era probabilmente andata a cercare, cos’era un tossico? Ma sì un drogato e penso a tutte le volte che a casa ubriaco ci sono tornato io che per fortuna a me è andata sempre bene e solo perché il destino ha voluto che sulla mia strada non ci fosse nessun malintenzionato in divisa come invece è successo a quell’altro ragazzo, Stefano, che quando ho visto le immagini che la sorella aveva scattato di nascosto al cadavere ho detto ‘oh mio Dio che cazzo gli hanno fatto?’ che aveva il volto che era tutto un livido e poi altri sul corpo e poi ancora era magro ma di un magro da far spavento che ho pensato ‘povero ragazzo l’hanno ammazzato di botte’, poi quando ho scoperto il perché l’avevano fatto mi si è gelato il sangue nelle vene perché era stato per qualche canna di fumo in tasca e allora di nuovo a pensare che io sai quante volte ho portato il fumo in tasca che da ragazzi si sa sono cose che si fanno, però per fortuna a me nessuno mi ha ridotto in quello stato che se ci pensi è soltanto una casualità è un evento stocastico o aleatorio che adessio io sia qui a scrivere e non dentro una cassa di legno a riposare che poi me lo ricordo bene all’inizio dissero che era caduto accidentalmente dalle scale che si sa che se uno si fa le canne poi finisce giù dalle scale pensa che come trovata non è nemmeno poi così originale che già il 15 dicembre 1969 se eri anarchico finivi giù dalle finestre che hanno solo riadattato lo schemetto della farsa che diventa realtà ai giorni nostri, che poi arriva questa sentenza che rimbomba dentro quell’aula fredda con delle parole che come un trapano impazzito spaccano le pareti e dicono ‘il fatto non sussiste’ che io me lo immagino quel ragazzo prendersi a pugni dentro la cella così, forse masochismo, forse semplicemente per via delle canne, e sì da queste gran botte in faccia e sul corpo perché deve essere andato proprio così dato che il fatto non sussiste per non parlare di quell’altro ragazzo, Davide, che andava in giro senza casco sul motorino con due amici ora io non voglio pensare a quella volta che andammo noi in giro in quattro sul motorino e posso assicurare che quando vai in quattro sul motorino nessuno sta lì a dire ‘ehi voi mettetevi il casco altrimenti qui non si parte’ ma se penso a quante altre volte sono andato in giro senza casco in motorino mi vengono i brividi che è solo una cosa accidentale che con un colpo di pistola nell’addome ora ci sia lui e non io, che a pensarci bene con tutte le volte che sono andato ad un corteo o tornato a casa ubriaco o ho girato con le canne in tasca o senza casco sul motorino è solo un fottutissimo caso che io sia ancora qui a scrivere perché davvero quello potevo essere io e allora è forse il caso di ringraziarli quei ragazzi per tutto il bene che mi hanno fatto prendendo il mio posto in tante occasioni che l’unica cosa che gli vorrei dire è di stare tranquilli se cercavano giustizia o speranza per i loro casi perché giustizia e speranza sono due invenzioni dello stato borghese che servono solo a tenerci buoni davanti a queste casualità.

A tutte le vittime di Stato.

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