Con tutto l’amore, con tutto il dolore che proviamo – #NonUnaDiMeno #26N

di Genus Migrans

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Volevo scrivere un pezzo sulla manifestazione del 26 novembre a Roma, per raccontare quanto è stata bella e quanto è stato bello parteciparvi.
Poi ho letto un articolo pubblicato su Abbatto i muri che racconta quanto accaduto in uno spazio liberato, a Parma, a una ragazza non libera di scegliere, e ho pensato che sul 26 novembre non c’è bisogno di aggiungere altre parole. Mentre sul fronte del rispetto di genere, della sessualità e della lotta alla violenza c’è tutto da fare. Perché ogni forma di abuso contro un soggetto debole e non consenziente è fascismo.
Chi ha scelto di espellerlo dalla propria vita deve combatterlo e denunciarlo.
Chi non lo fa è connivente, senza se e senza ma.

Siamo chiamati a ricostruire nel nostro tempo percorsi di tenerezza e piacere, diffonderli nei luoghi più cari e fuori dai confini soliti. Non è una sfida ma una necessità umana. Dobbiamo combattere l’idiozia, a favore dell’intelligenza, che è anche quella dei corpi e dei desideri, perché, lo abbiamo imparato, i due viaggiano sempre insieme. E offenderci dobbiamo per ogni desiderio umiliato e per ogni debolezza irrisa. L’alternativa è andare da nessuna parte. E noi – qualunque perimetro definisca questo pronome – non ce lo possiamo permettere.

L’amore che proviamo per la conoscenza, la condivisione, la creatività è anche l’amore per il sesso, il piacere, il godimento, la sperimentazione, la curiosità. Abbiamo scelto la strada difficile di una totalità senziente e consapevole e questa ci impone di esserlo anche e soprattutto nel dolore. Questa storia di cui ci ricorda e parla Laglasnost fa male. Se non la affrontiamo, intacchiamo tutto il resto.

“ […] Siamo convinti che il fascismo non sia un’esclusiva della Storia identificabile nel ventennio del regime in Italia. Crediamo anche che i fascisti non siano soltanto i nostalgici di quell’epoca, perché il fascismo non è solo un partito, un regime del passato o una fazione politica a cui unirsi o contro cui lottare. Il fascismo è prima di tutto un’attitudine, un modo di pensare, agire, lottare e odiare. È fascista chiunque usi la propria forza per normalizzare e uniformare le diversità e opprimere le minoranze. È fascista chiunque usi la debolezza altrui per imporre con la violenza la propria volontà. È fascista chi discrimina in base alla sessualità, il genere, il corpo, la spiritualità, la religione, la specie o l’età. […]”

Leggiamoci questo pezzo con la stessa consapevolezza con la quale siamo scesi in piazza. E parliamo con i compagni e le compagne, gli amici e le amiche. Dentro e gli spazi che amiamo, affinché continuino ad essere isole, luoghi, baluardi di libertà ed emancipazione.

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