In caso di necessità, rompere il vetro! – Parte 1: Status quo

Pubblichiamo qui su Maz (in 3 parti) un racconto scritto un paio di anni fa dal collettivo eigenLab, un laboratorio autogestito nato in uno spazio occupato nel giardino della facoltà di Scienze a Pisa.
EigenLab è un laboratorio ribelle, un officina di analisi politica, autoformazione e autoproduzione che nel tempo ha affrontato e continua ad affrontare vari temi, tra cui quello della Rete, in molti suoi aspetti.

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Parte 1: Status quo

Da te sia l’inizio, Febo, a che io ricordi le gesta
degli eroi antichi che attraverso le bocche del Ponto
e le rupi Cianee, eseguendo i comandi di Pelia,
guidarono al vello d’oro Argo, la solida nave.

(Apollonio Rodio, Le Argonautiche, I, 1-4 trad.: G. Paduano)

“Ti è piaciuto 16 volte. È piaciuto a 80 tuoi amici 300 volte. Sono 4 ore che non mangi. Entra a L’angolo della pizza!”
Dev non avverte troppa fame, ma sa per esperienza quanto Argo sia preciso. “Sonia ha deciso che tra circa cinque minuti entrerà a L’angolo della pizza. Ti è piaciuto 16 volte. Perché non entri?”
“Quasi quasi…” pensa, rallentando il passo. “Mi farebbe piacere vederla. E poi fanno la pizza proprio buona.”
Dev è già nel locale, si guarda attorno. “Sono passati almeno otto minuti, lei dov’è?”
Nel frattempo la fila si è allungata, siamo all’ora di punta. D’altronde, con soli 45 minuti di pausa, i lavoratori e tirocinanti di Redspot non possono temporeggiare.
“Eccola che arriva” pensa tra sé e sé.
“Dev!” Sonia saluta timidamente, non sa se superare tutti, decide di restare indietro. “Sapevo che eri in fila! Perché quel post stamattina? Stai male?”
“Non mi sento in forma, ma tranquilla… ho visto il post del nuovo taglio di capelli, ho messo mi piace.”
“Grazie!” risponde lei, in fondo alla fila.
È già il suo turno, e non ha nemmeno controllato gli occhiali, era troppo distratto da Sonia. Quella ragazza gli fa uno strano effetto, ecco perché Argo gli indica spesso i suoi spostamenti.
“Che gusti posso scegliere?”
Davanti agli occhi una serie di risultati. “Marinara, 18 lifecoins. Ti è piaciuta 2 volte” “Mozzarella e zucchine mon132, no pesticidi, 25 lifecoins, ti è piaciuta 32 volte” “Prosciutto trattato con estradiolo, no alimentazione animale, 32 lifecoins, ti è piaciuta 22 volte.”
“Hai scelto, Kyromante?” Gli occhi di Dev si distolgono dal display degli occhiali per guardare la commessa sorridente, e il dispositivo va in stand-by.
“Col prosciutto, grazie.” risponde, ridando un’occhiata davanti a sé, con un sospiro. Ha solo 200 lifecoins ed è appena cominciata la settimana.
“A te. Vuoi altro?”
“No, grazie.”
“La mano, per favore. Pollice o chip?”
“Pollice” risponde, tenendo con una mano la pizza e passando l’altra sul thumbscanner.
“Hai 168 lifecoins. Dì ai tuoi amici com’è la pizza!”
La fila ormai arriva fuori dal negozio. D’altronde è la pizzeria con più mi piace del quartiere.
Dev è concentrato sugli occhiali e si dimentica di Sonia.
paninoAppena superato il locale, gli arriva un messaggio: “Buon appetito Kyromante! ;)”
Dev sorride e arrossisce, “mi piace” sussurra a bassa voce. Il profilo viene automaticamente aggiornato davanti ai suoi occhi.
“In realtà il prosciutto è proprio stantio. Che additivi c’erano?” chiede.
Argo ricerca subito. “Estradiolo, ormone che permette ai maiali di crescere più in salute, in modo da non dover usare antibiotici durante l’allevamento intensivo.”
Gli occhi di Dev guardano in basso e la pagina davanti a sé scorre. “Estradiolo, ormone steroideo formato da quattro anelli ciclici…”
“Bah, in fondo non è male. Mi piace.”
“Ti è piaciuto 17 volte” aggiorna Argo.

La strada per l’ufficio sembra lunghissima a stomaco pieno. Meno male non ci si sente mai soli, con Argo.
Da quando Dev è nato, il governo gli ha fornito degli occhiali, l’iscrizione a vita a sociaLife, il social network ufficiale sponsorizzato da Argo, e un nickname, scelto dai genitori, ovviamente: Kyromante.
I primi occhiali sono gratuiti e ti forniscono una serie infinita di opportunità, oltre che compagnia continua. Con una cadenza costante Argo immette sul mercato nuovi occhiali, ma a Dev non interessa rinnovare i propri. D’altronde, perché farlo se funzionano ancora?
Sin dai primi mesi di vita, tramite i genitori all’inizio, e Dev stesso poi, il sistema Argo ha collezionato, grazie alle sue ricerche, ai suoi mi piace e messaggi, un profilo unico al mondo che permette una pubblicità mirata e continua, quasi piacevole. Come se avessi un amico accanto che ti dà buoni consigli, tutto il giorno, per tutti i giorni della tua vita. Dev ricorda come se fosse ieri la pubblicità di Argo, prima che questa tecnologia entrasse prepotentemente nel mercato. Al tempo Kyromante avrà avuto appena 7 o 8 anni.
“Argo, dal greco αργός, “rapida”, non solo faciliterà la tua vita, ma la migliorerà incredibilmente. Sei pronto ad entrare a far parte degli argonauti? L’avventura comincia tra poco!”
A 18 anni patente, scannerizzazione del pollice, attivazione del thumbwallet e braccialetto con chip carta di credito. Due metodi di pagamento comodissimi che sei sicuro di non dimenticare mai (il braccialetto è impossibile da rompere e da togliere, le tue impronte digitali sono uniche al mondo e impossibili da duplicare).
L’unico grande problema è l’inflazione del lifecoin. A causa dell’instabilità, ormai ventennale, del governo, che nonostante venga eletto democraticamente tramite i mi piace della popolazione non ha mai resistito più di un anno, le leggi sono in continuo cambiamento e non sai mai cosa potrebbe diventare illegale il giorno dopo. È anche per questo che i lifecoins sono soggetti a continue inflazioni o deflazioni e non poche volte Dev si è trovato in difficoltà ad arrivare a fine settimana.
Fortuna che Argo produce praticamente giornalmente applicazioni in più per i propri occhiali che permettono non solo una vita più facile, ma anche di guadagnare qualcosa.
Kyromante per esempio, ha portato come tesi di laurea GreenMe, un’applicazione che ti fa guadagnare lifecoins a seconda di quanto sia verde il tuo stile di vita. È stato un lavoro immenso, durato più di un anno, che gli è valso la lode in ingegneria informatica. Il progetto è sotto il patrocinio del ministero dell’ambiente ed ha riscosso un notevole successo. Ovviamente il guadagno è minimo rispetto ai miliardi di coins che fa Argo scandagliando il lato verde della tua vita, ma è meglio di niente, no?
Si possono guadagnare fino a 50 lifecoins se si decide di usare solo la bici e abbandonare la macchina. 15 lifecoins se si compra solo carta riciclata. 7 lifecoins se si usano filtri per le sigarette non trattati. E così via.dictat
Un’app simile che ultimamente riscuote un successo formidabile si chiama Aiuta la Giustizia. Quasi 100 lifecoins di budget minimo se avvisi le forze dell’ordine di qualche irregolarità; basta pronunciare “aiuta la giustizia” e, se puoi, filmare l’accaduto. La cifra aumenta considerevolmente se il crimine è considerato grave. Dev l’ha scaricata ma non l’ha ancora mai usata, nonostante l’esorbitante numero di commenti positivi e la pubblicità che gli viene propinata ad ogni pausa caffè. C’è qualcosa che non lo convince completamente. Un suo amico aveva denunciato dei ragazzi che scrivevano su di un muretto isolato, solo per guadagnare qualche lifecoin. Qualche giorno dopo, gli era comparsa la notizia che la piccola criminalità era diminuita del 40% dopo la creazione dell’app. Si era tranquilizzato, anche se era ancora restio ad utilizzarla.

“Che ore sono?” Non appena legge la risposta, Dev si rende conto di aver divagato troppo e di essere terribilmente in ritardo. Chissà, forse è Sonia che ha scombussolato la sua giornata. Oppure semplicemente è qualcosa che da un po’ di tempo avverte. È come un senso di inadeguatezza, in una vita che non lo soddisfa a pieno. Dopo anni di studio, lavoretti sottopagati e molta fatica per raggiungere i suoi obiettivi nel minor tempo possibile, si è ritrovato a dover accettare un tirocinio annuale in un’azienda che crea software per i produttori di occhiali, chiamata Redspot. Argo l’ha acquisita anni prima, quando era sull’orlo del fallimento. Ora assume molti giovani come lui. Esistono vari spot, di colori diversi, disseminati per tutta la città.
Argo non ti fornisce solo un lavoro, ma addirittura un posto dove vivere, ad un affitto concorrenziale. Ogni quartiere, a seconda del nome del complesso lavorativo, ha degli appartamenti, chiamati alveari, riconoscibili rispetto a quelli degli altri spot solo dal colore. Questo escamotage è fondamentale per ritrovare la strada di casa, visto che tutti i quartieri sono esteticamente identici. Lui sta tra il Yellowspot e il Greenspot e il suo alveare rosso dista 35 minuti a piedi (secondo i calcoli di Argo) dal lavoro.
L’appartamento ti viene consegnato con il minimo indispensabile per sopravvivere: una piccola cucina, un divano-letto ed un minuscolo bagno. Le pareti sono bianche e senza un orpello, ma questo non è più un problema da almeno un paio d’anni. Grazie all’app Furnish, puoi decidere di decorare la tua casa scegliendo tra migliaia di alternative a prezzi bassissimi. Essendo gli appartamenti tutti della stessa dimensione, Argo sa esattamente quali siano le misure giuste e in questo modo non devi nemmeno bucare il muro con un chiodo. Quadri, lampadari, tappeti, tutto memorizzato in un solo dispositivo, davanti ai tuoi occhi.

Nonostante la fatica fatta per ottenerlo, a Dev non piace il suo lavoro. Soddisfare le richieste dei dirigenti aziendali, quei pezzi grossi che siedono dietro maestose scrivanie in uffici più grandi del monolocale in cui vive, è sempre molto difficile. Perlomeno riesce a racimolare quel tanto che gli permette di sopravvivere. Inoltre, da quando lo hanno assunto, sta mettendo da parte qualcosa per continuare a sviluppare nel tempo libero la sua app. Molti suoi amici hanno guadagnato visibilità e lifecoins grazie allo sviluppo di programmi molto più inutili del suo e sono stati poi assunti da Argo come programmatori importanti.
“Non è possibile – pensa Dev, tra sé e sé – Non posso essere l’unico a cui interessa la sorte del nostro pianeta”. Anche per questo gli sta a cuore GreenMe: è seriamente convinto di poter costruire, nel suo piccolo, l’alternativa. bussolaKyromante pensa a quello che ha letto quasi per caso oramai qualche anno fa: per via della sempre maggiore produzione di dispositivi elettronici, di cui la maggior parte contenenti sostanze tossiche, e della politica di alcune aziende di bruciarli o buttarli in bagni acidi invece di smaltirli, l’atmosfera diventerà un giorno irrespirabile.
Nell’articolo c’era scritto molto di più; peccato non fosse reperibile da un po’. Il governo aveva deciso di bloccare l’accesso al sito che l’aveva pubblicato. Il motivo per cui l’aveva fatto, Kyromante se l’è dimenticato.
Da qualche anno i siti d’informazione indipendenti e i blog avevano vita difficile: basta una segnalazione per una violazione di qualunque tipo, che in 48 ore quel sito venga oscurato, senza contraddittorio. Esistono delle parole chiave, prima tra tutte “Argo”, che se pubblicate, vengono immediatamente controllate. Questo non succede solo per i siti pubblici, ma anche per le conversazioni personali. Argomail, l’unica casella di posta che è possibile installare sui propri occhiali, riceve lo stesso trattamento. Tutte le comunicazioni vengono controllate, Orangespot si occupa proprio di questo. Se anche solo fino a una decina di anni fa una cosa del genere poteva suscitare scandalo, adesso non desta alcuna preoccupazione.
“D’altronde – pensa Dev – cosa mai potrebbero dirmi? Non ho proprio nulla da nascondere. L’unica app che spezza la mia routine è GreenMe. L’ecologia non può certo diventare illegale”.

Mentre pensa a tutto ciò, riceve un messaggio urgente dal responsabile del reparto: “Affrettati, dalla geolocalizzazione dei tuoi occhiali noto che ti manca molto per arrivare in ufficio. Sei in ritardo”.
“Voglio inviare un messaggio”. Dev pronuncia, correndo, le parole in maniera frettolosa e confusa, ma gli occhiali riescono comunque a scrivere e ad inviare il messaggio vocale.
“Sarò lì in un attimo. Mi scusi.”
Si getta su per le scale che portano agli uffici. Non può permettersi di ricevere una nota di demerito per essere in ritardo, sono 10 lifecoins in meno nel thumbwallet. Mentre fa gli scalini a due a due, controlla la casella di posta collegata agli occhiali per accertarsi di non aver perso altre chiamate importanti.
Arrivato quasi in cima, urta senza rendersene conto qualcuno. Dev leva lo sguardo dalla posta. Si trova di fronte ad un ragazzo magro, dalla chioma arruffata e con un sorrisetto smaliziato che lo guarda quasi divertito.
“Attento a dove vai!” esclama il ragazzo.
“Non ti avevo visto, mi dispiace, stavo andando di corsa verso l’ufficio 147. Sto lavorando, sai?”
“Reparto programmazione, eh!? Non ti preoccupare, sono stato appena là e il problema è stato risolto. Anche tu sei un tirocinante?”.
Dev risponde timidamente a quella domanda: “Sì anch’io”. Era stupito da quell’atteggiamento familiare e scherzoso. Da quando era stato assunto, nessuno si era rivolto a lui così. Il ragazzo nel frattempo se ne stava per andare.
Prima che fosse troppo tardi, gli chiede: “Qual è il tuo nickname? Così ti posso aggiungere su sociaLife. Qua dentro non conosco nessuno che non mi guardi dall’alto in basso e mi impartisca ordini. Potremmo conoscerci meglio”.
Il ragazzo fissa Dev con uno sguardo enigmatico. Forse era sorpreso da quella richiesta improvvisa. “Ok, il mio nickname è Qiba. Aggiungimi tu” risponde con un sorriso prima di tornare per la sua strada.
“Strano… – pensa Dev – Nemmeno mi ha chiesto il mio nick”.
La giornata lavorativa segue la solita routine, senza ulteriori intoppi. Non riesce però a togliersi dalla testa l’incontro con Qiba. Quel tipo era proprio strano, non sembrava come tutti gli altri. “Forse è solo un’impressione” pensa Dev, dirigendosi verso il suo monolocale.

Tornato a casa, si collega, come ogni sera, a sociaLife. Aggiunge Qiba agli amici, sicuro di trovarlo online. A malincuore nota che invece è scollegato. Strano. Tutti i suoi amici, parenti e colleghi, passano il loro poco tempo libero collegati al social network più grande del pianeta. È là che la gente può incontrarsi, conoscersi e chattare. È lì che dai il meglio di te. Non è concepibile per Dev passare un’intera giornata senza connettersi nemmeno una volta. Non frequentare regolarmente sociaLife sarebbe come decidere di tagliarsi fuori dalla società. È per questo che i tuoi genitori ti creano un account alla nascita.

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2 Comments

  1. Tutto questo mi ricorda moltissimo un libro che ho letto poco fa, si chiama ‘Il cerchio’ di Dave Eggers…..è una lettura che consiglio!

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