Strategia Referendaria

di Roberto Gastaldo

polizia seggi
L’uomo chiese permesso e fece per entrare nel portone, ma il poliziotto che stava sulla porta anziché scostarsi gli sollevò una mano davanti
«Non si può passare.»
«Mi scusi, sono il presidente del seggio 229, sono arrivato un po’ presto perché volevo verificare che fosse tutto a posto. Sa, è la mia prima votazione da presidente.»
«Il seggio è qui, ma lei non può entrare.»
«Ci dev’essere un equivoco, le ho detto che sono presidente di seggio, ieri sono stato qui per predisporre tutto. Guardi, questa è la nomina ufficiale»
«Le ripeto che non può entrare.» insistette il poliziotto senza degnare di uno sguardo il foglio che gli veniva porto.
L’uomo, interdetto, fece un passo indietro per guardarsi attorno, le strade erano ancora deserte, sul vialone alberato si vedevano passare rade automobile a molta distanza l’una dall’altra. Il normale panorama di una domenica mattina.
«Mi scusi, ma è successo qualcosa alla scuola?» insistette il presidente «Un crollo, una perdita di gas? E’ pericolante?»
«Se fosse pericolante noi non staremmo dentro.» gli disse un ufficiale alle spalle del poliziotto.
«Allora perché non si può entrare?»
«Questa scuola è zona di interesse strategico, l’accesso è permesso solo ai soggetti esplicitamente autorizzati dalla questura.»
«Allora può dirmi dove è stato spostato il mio seggio? Ieri pomeriggio l’avevamo allestito qui, al primo piano.»
«Il seggio è ancora al suo posto.»
«Non capisco, dov’è allora che voteranno gli elettori di questa sezione? »
«Di certo non qui.»
«Mi lasci andare almeno a recuperare i materiali, chiamerò gli scrutatori e allestiremo il seggio da qualche altra parte»
«Le ho detto che non si può entrare.»
«Allora mi faccia portar giù il materiale da qualcuno dei suoi uomini.»
«Non credo che lei capisca. Dopo i risultati delle ultime amministrative il consiglio dei ministri ha deciso di dichiarare zona d’interesse strategico le sedi di tutte le sezioni elettorali in cui alle ultime elezioni la maggioranza di governo abbia conseguito meno del 50% dei voti validi. Il decreto è stato emesso e controfirmato dal presidente della repubblica nella serata di ieri. Gli elettori di questa sezione non voteranno né qui né altrove»
«Ma è incostituzionale!»
«Questo né io né lei abbiamo titolo per deciderlo. In ogni caso se lei avesse ragione la corte costituzionale abrogherà il decreto entro due o tre anni» l’ufficiale si interruppe un attimo, il tempo di aprire la bocca in un sorriso, poi concluse il pensiero «.Sempre che dopo la conferma di questa riforma costituzionale e un turno di elezioni in cui si voterà solo dove ha vinto l’attuale governo la legge preveda ancora delle votazioni.»

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